|
|
|
Tutti veggenti con Nostradamus L’ultima frontiera per l’umanità non è lo spazio, ma il tempo e, con esso, il nostro pensiero che scaturisce dall’energia informatica, la primaria divina matrice universale. Penetrare nella sua reale dimensione è oggi possibile anche con la formula di Nostradamus, un dono che ci viene dal tempo del Rinascimento, all’inizio dell’Evo Moderno, incisa nella notissima Lapide da lui apposta a Torino nel 1556. Componendo i nostri pensieri in due o quattro righe, in maniera del tutto autonoma e individuale, possiamo sottoporli ad una interattività dimensionale che produce risposte perfettamente intelligibili ed intelligenti, ricavate dagli stessi caratteri del testo, perché in esso sono implicitamente nascoste. Cosi come il nostro inconscio e l’archetipo collettivo sottostante ci sono celati, pur essendo la loro esistenza rivelata e studiata dai padri della psicologia come Freud e Jung. Il linguaggio umano è una struttura ancora misteriosa sebbene si articoli in una molteplicità di forme. Il passaggio dall’intuizione alla parola esplicita attraverso i fonemi della linguistica è uno dei più affascinanti temi del futuro. Le parole sono infatti Buchi Neri nei quali l’energia-pensiero informatica viene intrappolata, ma è possibile rigenerarla e completarla seguendo il sistema con cui Nostradamus faceva le sue profezie. Perché non sono tanto importanti le sue quartine quanto il metodo usato per comporle, onde poter continuare la sua opera nei secoli. Ritengo che questo autentico Tesoro possa venire usato in tutte le lingue che adoperino l’alfabeto originario della Lapide - quello latino - e non solo in italiano. Bisogna però tollerare una costruzione flessibile, come nel latino.
Obiezioni principali:
- Le frasi che si formano, con l’aiuto dei vocabolari elettronici, possono essere casuali. - La scelta dei vocaboli dipende da regole arbitrariamente imposte nel programma di computer. - Se le risposte coincidono col nostro pensiero, perché ne avremmo bisogno? - Chi ci garantisce che, analogamente a quanto succede ai mediums, non ci possano giungere risposte di entità negative, demoniache?
Queste obiezioni si superano facilmente. Intanto non è possibile considerare casuale lo sviluppo di una serie di centinaia di parole logicamente interconnesse, in modo da formare un discorso coerente, con concordanze semantiche e collegabile al tema proposto. Ben diverso da un insieme di parole ritagliate a caso da un testo e mescolate, come si può fare anche con un mazzo di tarocchi.
Il criterio di congruenza di un vocabolo con i fonemi stenografici presenti nella decodificazione è in realtà una verifica della compatibilità minima. Onde evitare una quantità di monosillabi e di bisillabi generici è necessario accettare gruppi di fonemi più significativi, operando successivamente il completamento con quelli resi compatibili dal contesto. Per quanto riguarda l’utilità di questo strumento, è noto che la maggior parte di noi non sa dare risposte, né riguardo alla conoscenza intima di se stesso, né per quanto concerne il futuro, e ciò provoca stati di ansia od angoscia o dubbi insuperabili. Perciò ci rivolgiamo agli astrologi, ai cartomanti ed ai veggenti oppure ai santoni. Ma senza coinvolgerci in queste più o meno utili professioni, possiamo stimolare direttamente il nostro inconscio tramite il sistema nostradamico ora da me reso accessibile mediante appositi programmi di computer. Un amplificatore del pensiero dimensionale, che è un utile mezzo per lo sviluppo della conoscenza e della coscienza universale. E comunque, uno strumento prezioso anche per gli psicoanalisti, con cui extrapolare la complessità interiore dei loro pazienti.
A differenza dei sensitivi, questa manifestazione non proviene da un problematico "altro da sé", ma è al contrario rigidamente collegata colle lettere che compongono il nostro testo e col nostro pensiero. Perciò se la risposta è frutto di inganno, allora anche noi lo siamo. Privi di libero arbitrio e di volontà raziocinante, saremmo però degli zombi in balia degli spiriti di ogni razza e dimensione.
* * * |
|
|