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Recensioni ed opinioni
Di Ottavio Cesare Ramotti

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Recensioni ed opinioni

& Da: "Famiglia Cristiana" n.40 del 1996:

 ... E in realtà credere alle profezie di Nostradamus, come del resto a tutte le altre forme di divinazione, dagli oroscopi alla cartomanzia e pertanto regolare la propria vita e i propri atti su esse, o da esse farsi condizionare, costituisce non solo un oltraggio a Dio, di cui si misconoscerebbe l'amore per i suoi figli, ma addirittura una negazione della dignità dell'uomo che verrebbe ridotto a non essere padrone e responsabile delle proprie scelte esistenziali.

 

Nota: Eppure Michele Nostradamus, nei tempi duri dell'Inquisizione, certo più rigorosa degli attuali teologi, non venne condannato né al rogo, come successe a Giordano Bruno, né a ritrattare le proprie affermazioni, come capitò a Galilei.

Poiché egli affermava che il futuro e la predizione provenivano "Non a Fato, sed a Deo natura", non secondo un pagano Destino immutabile, ma secondo la volontà divina, che lo può cambiare a suo piacimento.

Ma forse questo, Vincenzo Bo non lo sa, per cui ritiene di doverlo oggi condannare, più realista del re, insieme agli indovini da strapazzo.

Ed ancora fa propria l'opinione di quelli che Nostradamus stesso chiamerà "Ineptos criticos", critici incapaci, poiché li aveva "pre-visti" molto bene:

 

"La sua "sapienza" occulta e visionaria si rifletteva in presagi che a causa della loro ambiguità e indeterminatezza si potevano applicare ad ogni evento futuro..."

(Vincenzo Bo, teologo)

 

& Da: "La Repubblica" del 2 ottobre 1996, in polemica con Bo:

 Sei anni fà un ex analista della banca dati della Polizia, Ottavio Cesare Ramotti, appena andato in pensione ha deciso di dedicare le sue giornate alla soluzione del rebus. Con l'aiuto di un computer è riuscito a ricostruire l'ordine cronologico delle misteriose "quartine".

"I problemi di traduzione ed interpretazione restano - affermò Ramotti - ma almeno adesso si sa con certezza in che ordine leggerle".

(Marco Politi)

   

& Da: "Roma Reporter", febbraio 1997.

 Si può supporre che Cesare, figlio di Nostradamus, ad una precisa richiesta di pronostici sui papi futuri da parte dell'allora cardinale Maffeo Barberini, gli abbia recapitato un manoscritto paterno con le illustrazioni dei 32 papi a venire, a colori.

Come ribadisce Ramotti, confermando tesi già espresse in passato da altri studiosi "profeta è colui che parla in nome di Dio e i profeti trascrivevano le visioni dei tempi del Padre, evidentemente diversi dal tempo lineare che noi percepiamo".

La realtà di Nostradamus è quella di una dimensione ulteriore, un piano extratemporale dove i fatti si troverebbero delineati in anticipo rispetto al loro materiale accadimento.

L'Apocalisse di Nostradamus e le illustrazioni dei "Vaticinia" vanno intesi come uno stimolo per uscire da vecchie logiche rigide e dogmatiche della chiesa e dare una più ampia visione cosmica dell'essere umano. Stimolo quindi all'attenzione verso la nostra capacità di trasformarci in modo tale da creare l'opportunità che il Figlio, cioè il Cristo ritorni a visitare l'umanità.

(Roberto Quarta)

 

& Da: "La ricerca psichica" - febbraio 1997.

La caratteristica di Ramotti è di organizzare e rielaborare a computer mediante appositi programmi le quartine, con grande rigorosità, precisione e dispendio di tempo, quindi, secondo le chiavi di lettura e le indicazioni fornite dallo stesso Nostradamus nei numeri delle quartine e nella famosa pietra di Torino...

Ramotti ritiene inoltre che sia possibile una interazione con la dimensione archetipica descritta dalla ricercche di Carl Gustav Jung e che le chiavi di decifrazione suggerite da Nostradamus rappresentino i principi di una scienza temporale multidimensionale che ormai starebbe per nascere. Una disciplina che il grande psicologo svizzero ha già esposto, in termini generali, come "teoria della sincronicità".

Ancora, si suppone che Nostradamus fosse in possesso di una formula ricavata nella tradizione di Ermete, donata in questo momento all'umanità affinché riesca concretamente ad avvicinarsi al proprio destino e, quando possibile, correggerlo coscientemente, secondo il proprio libero arbitrio. Ramotti ritiene infine che tali tematiche e metodologie si possano integrare perfettamente nella ricerca parapsicologica.

(Giulio Caratelli)