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Galassia M51
Di Ottavio Cesare Ramotti

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LA TECNICA DELLE CHIAVI DI NOSTRADAMUS SVELA LA SINDONE CELESTE

 Tredici righe successive rappresentano il riepilogo dei numeri nodali delle tredici Centurie (12 + Presagi) in un rettangolo di 13X100 punti, formando la sintesi dell'algoritmo di ordinamento nostradamico da me trovato. Ricordate il disegno per punti spedito nello spazio dall'Osservatorio di Arecibo? Esso si rivolgeva ad ipotetiche intelligenze extraterrestri usando un metodo straordinariamente simile a quello che avevo del tutto accidentalmente realizzato: un rettangolo di 19X29 caratteri binari (spazi bianchi o neri) rappresentante delle figure geometriche che emergono dalla disposizione delle caselle bianche e nere.

Ebbene, la risposta a questo messaggio ci è giunta effettivamente da svariati milioni di anni luce, MA SFASATA DI PIU' O MENO 400 ANNI NEL PASSATO, sebbene sia OGGI che queste cose sono diventate note.

La prima figura a sinistra è chiaramente la raffigurazione della M51, un grandioso doppio sistema stellare, sito in Canes Venatici, i cui punti combaciano esattamente con il disegno.

Essa faceva pensare ad una galassia stilizzata, ma osservando i punti, si vedono delle caratteristiche appartenenti ai contorni di una galassia reale. Ad esempio il rettangolo un pò a destra in basso presente tanto nel disegno che nella foto astronomica, simile al segno dei Gemelli. Provando a sovrapporre il grafico con varie foto di Galassie, solo nel caso della M51 i punti combaciano esattamente con il disegno. Ma le sorprese non sono finite: fatta una fotocopia dell'illustrazione, come dal negativo della Sindone emergono delle immagini di uno sconvolgente potere evocativo.

E come in un medaglione, nel centro della galassia appare il profilo di un viso di donna con una lunga chioma a destra scendente sulle spalle, il capo circondato da diademi di stelle.

Sotto il mento si vede un vistoso squarcio, come una bocca mostruosa con denti irregolari. In alto a sinistra formazioni di stelle simili a corna.

 "E un gran segno fu visto nel cielo, una donna rivestita del sole, e la luna era sotto i suoi piedi, e sulla sua testa era una corona di dodici stelle..."

"E fu visto un altro segno nel cielo, ed ecco, un gran dragone color fuoco, con sette teste e dieci corna e sopra le sue teste sette diademi; e la sua coda trascina un terzo delle stelle del cielo e le scagliò sulla terra.

E il dragone si teneva davanti alla donna..."

(Apocalisse, 12,1)

 Questo vide Giovanni, portato in cielo, ma chi potrebbe aver scolpito l'immagine celeste?

Ed essa è lì da migliaia di anni, quando due galassie si avvicinarono in un inconcepibile scontro cosmico, ma solo oggi noi la possiamo vedere, grazie ai moderni strumenti del ventesimo secolo.

Il messaggio che ci giunge da questo incommensurabile abisso spaziale è ancora più profondo di questo abisso stesso. Perché valutando la prospettiva di tale immagine si nota facilmente che trattandosi di una nebulosa extragalattica, quindi posta molto al di là di ogni punto della nostra Galassia stessa, e non soltanto dalla Terra, ciò significa che essa è stata situata come punto ideale di riferimento celeste per tutti i figli dei pianeti del grande sistema stellare cui apparteniamo.

Non è pensabile infatti che tale immane prospettiva sia stata formata solo per un minuscolo granello di sabbia in una Galassia estendentesi per 80.000 anni luce, quale la nostra. La vita extraterrestre quindi esiste ed è analoga alla nostra, tranne, forse, che per i figli del dragone.

La conoscenza di questa immagine inoltre fà di Nostradamus il portavoce della divinità cosmica universale e ci pone un inquietante interrogativo.

Da "dove" dunque e da "quando" proveniva?

 Cinque anni dopo la pubblicazione di questa scoperta nelle "Chiavi di Nostradamus", nel 1992 il telescopio orbitale "Hubble" fotografa al centro della Galassia M51 la straordinaria immagine di un crocifisso.

 "E come se Dio ci avesse messo una grossa croce per permetterci di trovarlo", afferma Holland Ford della John Hopkins University e dello Space Telescope Science Institute di Baltimora".

 Continuando la lettura evangelica si ha:

 "... E il dragone si teneva davanti alla donna che stava per partorire, affinché, quando avesse partorito, divorasse il figlio di lei.

Ed ella partorì un figlio, un maschio, che deve pascere tutte le nazioni con una verga di ferro. E il figlio di lei fu rapito presso Dio e il suo trono."

(Apocalisse, 12,5)

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