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Nostradamus e i suoi segreti
Di Ottavio Cesare Ramotti

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UNA VOCE DALLA NOTTE DEI TEMPI

 Nostradamus nacque a Saint-Rémy, una dolce città provenzale, nascosta nella vallata del Baux, nel 1503. Il tempo della cerniera tra il Medioevo e l'era moderna non gli darà alcun disagio. Esprimerà in esso tutto il suo sapere.

Nostradamus umanista: è filosofo e poeta; osserva il mondo della politica; il suo paese gli va stretto e parla il latino, il greco, l'italiano, lo spagnolo e, naturalmente, il provenzale.

Nostradamus uomo di scienza: si dedica all'astrologia, all'astronomia, alla medicina imparata a Montpellier, alla chirurgia praticata per necessità là dove colpisce la peste.

Nostradamus pellegrino di Dio: conosce la religione ebrea che era quella degli antenati, ma pratica quella cattolica. Osserva la Riforma.

I visitatori più prestigiosi si spingono fino a Salon de Crau, in Provenza, al quartiere Farreiroux per salutare il medico, il profeta che lesse nelle stelle i grandi fragori dei tempi a venire.

Carlo IX in visita al suo regno si fermerà a Salon "soltanto per vedere Nostradamus".

In quella Provenza Nostradamus vide la luce l'antivigilia di Natale (il 23 Dicembre del calendario gregoriano era il 14 Dicembre all'epoca), ai rintocchi del mezzodì. Siamo nell'anno di grazia 1503.

In prossimità del Solstizio d'Inverno.

 (Da: Christian Kert - Nostradamus le mage de Salon)

 

IL TESORO ERMETICO DI NOSTRADAMUS

 Tutti si domandano perché i versi di Nostradamus, apparsi nel 1555 raggruppati in Centurie, cioè in blocchi uniformi di 100 quartine, debbano essere per forza oscuri ed incomprensibili, pur presentando qua e là delle evidenti anticipazioni temporali.

Ai posteri egli annuncia che un giorno diventeranno più chiari.

Ritengo che quel giorno sia giunto.

Grazie alla forza dell'elaborazione elettronica oggi è possibile discernere il complesso sistema di calcolo che da lui venne usato tanto per ordinare cronologicamente le predizioni [vedi punti 3, 4, 5, 6, 7], quanto per rivelare le loro connessioni con le dimensioni superiori [8, 9, 10, 11, 12] che ne consentono la decifrazione. Per questo le sue profezie rimasero implicite, come diamanti grezzi, perché egli voleva che questo collegamento venisse scoperto razionalmente, rivelando così l'esistenza di altri piani di conoscenza. Ma ai suoi tempi e per lunghi secoli ciò non era possibile. Si doveva attendere l'avvento dell'Era del computer.

 Grazie alla Sincronicità, studiata nel '900 da Carl Gustav Jung, fatti apparentemente scollegati si manifestano nello stesso tempo senza relazione di causa ed effetto [17]. Così nell'agosto del 1983 mentre in maniera apparentemente casuale leggevo una predizione di Nostradamus, scritta nel '500, che anticipava la visita di un papa a "Tarbe", cioè al capoluogo di Lourdes, nello stesso giorno sincronisticamente mi cadeva sott'occhio una fotocronaca del viaggio di Giovanni Paolo II a "Tarbes", dove effettivamente era presente di persona [2]. In un attimo compresi l'esistenza del Tempo Permanente, l'Archetipo che memorizza tutta la manifestazione reale e rende possibili le anticipazioni di Nostradamus ed anche le nostre [13, 14, 15, 16].

Esiste dunque un tempo cronologico in cui gli eventi si manifestano in successione lineare di causa-effetto ed un tempo le cui successioni implicite sono esposte nell'ordinamento originale delle "Centurie & Presagi" e non riguarda gli eventi, ma i loro "archetipi".

Questo doppio ordinamento appare al punto [20].

 E' sempre grazie alla Sincronicità che il 29 maggio 1997, mentre venivo invitato a partecipare come ospite alla trasmissione di RAI1 "Unomattina", contemporaneamente compariva sulla stampa e sul Televideo la notizia che un matematico israeliano, Eliyahu Rips, si era avvalso del computer per decifrare i testi biblici. Secondo il sistema cabalistico che utilizza un codice a salti onde ottenere vaticini, come faceva Nostradamus.

Anch'egli riuscì a trovare traccia, come nelle quartine di Nostradamus, dell'assassinio di Isaac Rabin e della Guerra del Golfo del 1990 [7].

Così ho potuto stabilire che lo stretto collegamento tra la decifrazione nostradamica [8] e l'antica Qabbalah, una mediante l'alfabeto latino e l'altra per l'alfabeto ebraico, trovava una fonte comune di informazioni profetiche nell'Antico Testamento.

Ciò mi permise inoltre di inserire immediatamente questa scoperta nella trasmissione televisiva.

Notizie personali e sulle ripercussioni della mia ricerca si possono trovare ai punti [18, 19 e 16].